La schizofrenia è un grave disturbo mentale che generalmente esordisce in adolescenza o nella prima età adulta e che è spesso caratterizzato da sintomi cronici persistenti o recidivanti. Generalmente determina difficoltà a lungo termine, è associata spesso a disabilità in molti domini del funzionamento, e conduce a isolamento sociale. Nonostante la sua bassa prevalenza, il disturbo esercita un alto carico di malattia a livello sociale e individuale, spiegando circa il 21% dei Disability Adjusted Life Years globali di tutti disturbi. I limiti di un approccio basato esclusivamente sul “modello biomedico” della schizofrenia sono ovvi. Gli approcci farmacologici non hanno risolto il problema delle recidive e, inoltre, gli psicofarmaci sono associati a effetti collaterali che possono minare l’aderenza al regime terapeutico. Nonostante la stretta aderenza al trattamento, molte persone con una diagnosi di schizofrenia hanno esperienze di disagio persistenti, come sentire le voci e soffrire di anedonia. Ancora più importante, il trattamento farmacologico e il controllo dei sintomi sono scarsamente correlati a un efficace funzionamento psicosociale. A causa delle persistenti difficoltà psicosociali sperimentate da molte persone affette da schizofrenia, il campo della riabilitazione psichiatrica si è sviluppato per aiutare questi individui a superare la disabilità, a perseguire risultati soddisfacenti nel funzionamento, e a raggiungere il “recovery”. Le tecniche riabilitative si sono evolute in modo costante negli ultimi 40 anni. Una serie di interventi specifici sono diventati pratiche basate sulle evidenze, che si dimostrano efficaci in relazione a specifici obiettivi. L’odierna riabilitazione psichiatrica enfatizza il processo di recovery in cui l’attenzione è focalizzata sugli obiettivi dell’individuo e sui processi decisionali condivisi, elementi che creano una maggiore simmetria nella relazione tra gli utenti dei servizi e i professionisti della salute mentale. Questo approccio garantisce che gli obiettivi del servizio siano congrui con quelli dei pazienti. È improbabile che la riabilitazione possa avere successo senza che questi obiettivi siano compatibili. I pazienti dovrebbero aspettarsi di ricevere informazioni aggiornate riguardo alle cure basate sull’evidenza e ai risultati attesi. Esistono ancora restrizioni sui tipi di interventi disponibili in diversi servizi all’interno dello stesso paese e certamente tra paesi differenti. Questo non è dovuto soltanto alla disponibilità di risorse ma anche ai differenti contesti legislativi e alle attuali interpretazioni delle evidenze (e.g., Dixon et al., 2009; NICE, 2009). Siamo, comunque, fiduciosi che i servizi di riabilitazione stiano ora accettando il modello del recovery e che nuove tecniche attualmente in via di sviluppo promuoveranno i trattamenti su misura che i nostri utenti cominciano a richiedere.

La Cascia, C. (2017). Trattamenti Riabilitativi. In J.A. Lieberman, r.M. Murray (a cura di), Il trattamento integrato della schizofrenia. Un manuale per la gestione clinica (pp. 212-231). ROMA : giovanni fioriti.

Trattamenti Riabilitativi

La Cascia, C.
2017-01-01

Abstract

La schizofrenia è un grave disturbo mentale che generalmente esordisce in adolescenza o nella prima età adulta e che è spesso caratterizzato da sintomi cronici persistenti o recidivanti. Generalmente determina difficoltà a lungo termine, è associata spesso a disabilità in molti domini del funzionamento, e conduce a isolamento sociale. Nonostante la sua bassa prevalenza, il disturbo esercita un alto carico di malattia a livello sociale e individuale, spiegando circa il 21% dei Disability Adjusted Life Years globali di tutti disturbi. I limiti di un approccio basato esclusivamente sul “modello biomedico” della schizofrenia sono ovvi. Gli approcci farmacologici non hanno risolto il problema delle recidive e, inoltre, gli psicofarmaci sono associati a effetti collaterali che possono minare l’aderenza al regime terapeutico. Nonostante la stretta aderenza al trattamento, molte persone con una diagnosi di schizofrenia hanno esperienze di disagio persistenti, come sentire le voci e soffrire di anedonia. Ancora più importante, il trattamento farmacologico e il controllo dei sintomi sono scarsamente correlati a un efficace funzionamento psicosociale. A causa delle persistenti difficoltà psicosociali sperimentate da molte persone affette da schizofrenia, il campo della riabilitazione psichiatrica si è sviluppato per aiutare questi individui a superare la disabilità, a perseguire risultati soddisfacenti nel funzionamento, e a raggiungere il “recovery”. Le tecniche riabilitative si sono evolute in modo costante negli ultimi 40 anni. Una serie di interventi specifici sono diventati pratiche basate sulle evidenze, che si dimostrano efficaci in relazione a specifici obiettivi. L’odierna riabilitazione psichiatrica enfatizza il processo di recovery in cui l’attenzione è focalizzata sugli obiettivi dell’individuo e sui processi decisionali condivisi, elementi che creano una maggiore simmetria nella relazione tra gli utenti dei servizi e i professionisti della salute mentale. Questo approccio garantisce che gli obiettivi del servizio siano congrui con quelli dei pazienti. È improbabile che la riabilitazione possa avere successo senza che questi obiettivi siano compatibili. I pazienti dovrebbero aspettarsi di ricevere informazioni aggiornate riguardo alle cure basate sull’evidenza e ai risultati attesi. Esistono ancora restrizioni sui tipi di interventi disponibili in diversi servizi all’interno dello stesso paese e certamente tra paesi differenti. Questo non è dovuto soltanto alla disponibilità di risorse ma anche ai differenti contesti legislativi e alle attuali interpretazioni delle evidenze (e.g., Dixon et al., 2009; NICE, 2009). Siamo, comunque, fiduciosi che i servizi di riabilitazione stiano ora accettando il modello del recovery e che nuove tecniche attualmente in via di sviluppo promuoveranno i trattamenti su misura che i nostri utenti cominciano a richiedere.
2017
riabilitazione, psicosi, aderenza
9788898991426
La Cascia, C. (2017). Trattamenti Riabilitativi. In J.A. Lieberman, r.M. Murray (a cura di), Il trattamento integrato della schizofrenia. Un manuale per la gestione clinica (pp. 212-231). ROMA : giovanni fioriti.
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