Un ponte che crolla è l’espressione proverbiale del fallimento per un architetto o un ingegnere – e forse anche del fallimento di una società, ma non è di questo che voglio occuparmi qui, almeno in maniera diretta. Mi voglio occupare solo di quello che faccio ogni giorno e che insegno a scuola: fare – o almeno provare a fare – edifici belli. E il viadotto sul Polcevera dell’autostrada A10 era bello. Ovviamente, di fronte alla morte di così tante persone e di fronte al danno così pesante alla circolazione delle persone e delle merci su una parte così grande di Italia e di Europa, la bellezza del ponte è un aspetto secondario, ma io non credo sia irrilevante – e forse può anche servire ad affrontare il problema più generale con maggior precisione e consapevolezza. Credo quindi che, al netto di tutte le altre responsabilità dei moltissimi soggetti coinvolti nella vicenda, valga la pena di chiedersi se il ponte non fosse troppo audace, se la sua configurazione (motivata prevalentemente da un ambizione formale) non fosse sciocca. Non si poteva fare un ponte meno originale ma più facile da mantenere e quindi più solido?

Quel ponte era bello

Tamburelli
2018-01-01

Abstract

Un ponte che crolla è l’espressione proverbiale del fallimento per un architetto o un ingegnere – e forse anche del fallimento di una società, ma non è di questo che voglio occuparmi qui, almeno in maniera diretta. Mi voglio occupare solo di quello che faccio ogni giorno e che insegno a scuola: fare – o almeno provare a fare – edifici belli. E il viadotto sul Polcevera dell’autostrada A10 era bello. Ovviamente, di fronte alla morte di così tante persone e di fronte al danno così pesante alla circolazione delle persone e delle merci su una parte così grande di Italia e di Europa, la bellezza del ponte è un aspetto secondario, ma io non credo sia irrilevante – e forse può anche servire ad affrontare il problema più generale con maggior precisione e consapevolezza. Credo quindi che, al netto di tutte le altre responsabilità dei moltissimi soggetti coinvolti nella vicenda, valga la pena di chiedersi se il ponte non fosse troppo audace, se la sua configurazione (motivata prevalentemente da un ambizione formale) non fosse sciocca. Non si poteva fare un ponte meno originale ma più facile da mantenere e quindi più solido?
2018
ponte Morandi, Genova, territorio
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